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6/10/2011
Francesco Sanapo
VI DICO LA MIA SUL WORLD BARISTA CHAMPIONSHIP:

Quello che mi è rimasto dal world barista championship è la grande voglia di fare, di studiare e di crescere. Sicuramente la delusione è tanta vista la grande preparazione che c’era dietro la mia gara, che, a mio avviso, era perfetta sotto tanti punti di vista.

Analizzando le schede di punteggio è emerso che tecnicamente ero tra i primi, mentre quello che mi ha penalizzato è stato l'’aspetto gustativo del mio caffè; su questo vi posso dire che se mi trovassi di nuovo di fronte alla selezione di un caffè continuerei a scegliere lo stesso caffè perché sono convinto della sua straordinaria complessità. Purtroppo il gusto rimane e rimarrà un qualcosa di soggettivo e che difficilmente riuscirà ad unire diverse culture e palati.

Finita la gara ho ricevuto tantissimi apprezzamenti da parte di tutti, non ricordo più quante fossero le persone che dopo la performance sono venute a congratularsi con me. Ricordo che ero molto soddisfatto e contento della mia performance, anche perché tutti non facevano altro che dirmi che ero tra i più forti; purtroppo, alla fine delle 2 giornate, non ero tra i semifinalisti. Amarezza miscelata a rabbia e sconforto, ho pianto come un bambino!

Poi mi sono fermato a capire cosa mi è mancato e cosa avevo sbagliato e credetemi ancora non lo so, non riesco a rimproverami nulla e sinceramente se avessi sbagliato qualcosa forse ora riuscirei a buttar giù questo boccone amaro più facilmente. Anzi se qualcuno ha trovato degli errori nella mia performance sarei veramente felice se me li facesse notare.

Per quanto riguarda la valutazione del mio caffè c’'è da dire che il problema relativo all’'aspetto visivo ovvero alla crema nell’'espresso dovuta all’'elevata altitudine di Bogotà non lo ritengo un problema rilevante in quanto il 90% dei baristi in gara aveva la mia stessa situazione, mentre l'’aspetto gustativo provato da me durante i 15 minuti di set-up era così come lo volevo dolce e corposo con grande potenza retrolfattiva. Quindi l'’aver testato l’'espresso poco prima dell’'inizio della performance ha fatto sì che in me scaturisse una straordinaria sicurezza, perché sapevo che quello che andavo a servire era esattamente il mio Caffè.

Durante la gara mi veniva da sorridere (il video conferma), ero straordinariamente felice perché finalmente mettevo in vetrina tutte le ricerche e gli studi fatti sul prodotto.

Comunque ci tengo veramente a dire che la mia sconfitta non deve farci rassegnare perché in Italia sta nascendo un grande movimento di baristi dal calibro internazionale, baristi che sanno cosa è veramente il Caffè, baristi che, come me, associano il nostro lavoro ad una vera passione.

Io sono veramente orgoglioso di quello che ho fatto negli ultimi 5 anni, dalle visite nelle piantagioni, dove ho potuto apprendere i vari processi di lavorazione, allo studio maniacale della tostatura (per me un'arte) e alla perfetta estrazione in tazza.

Per questo mi ritengo un barista internazionale e sono felice di essere il barista italiano più conosciuto all’'estero, questo perché con tanta UMILTA'’ mi sono confrontato con tutti riuscendo ad apprendere da tutte le persone che ho incontrato sulla mia strada e nello stesso tempo a dare tutto quello che sapevo, riprendendomi il RISPETTO che come categoria stavamo perdendo all’'estero. E oggi posso dire che faccio parte di una straordinaria comunità internazionale denominata BARISTI.

Percorso che non si ferma a questa competizione, infatti sempre con orgoglio posso dire di essere stato scelto per un tour nelle piantagioni di caffè d’'eccellenza in tutto il centro e sud America dove avrò il bellissimo compito di assaggiare e classificare differenti micro lotti, esperienza che sicuramente servirà ancor di più alla mia crescita.

Sempre con orgoglio posso annunciarvi che grazie alla mia performance, quindi non del tutto negativa, sono stato scelto a rappresentare l’'eccellenza del caffè nell'oltreoceano per una “mega” campagna pubblicitaria(tv; giornali; billboards) per tutto il nord America, Canada compreso.

Per concludere voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine a Bogotà, oltre al mio meraviglioso team, in particolar modo devo dire grazie al Sig. Cosimo Libardo (a volte come un fratello maggiore) e a Guido Berardinelli (parlare con lui mi da forti stimoli professionali) oltre a loro tutta l’'Italia del caffè che non mi ha fatto mancare il forte sostegno.

Grazie …infinite, grazie a tutte le persone che mi conoscono e che da anni mi apprezzano per il mio continuo impegno nel settore.

Grazie di Cuore

Francesco

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